I volti della stampa 3D: Marco Avaro e le sue protesi stampate in 3D

The innovation actors are first and foremost people able to see, beyond appearances, the potential of new technologies. One of them is Marco Avaro and this is his story. The new article by Angela Ameruoso.


L’articolo che leggerete oggi non vi racconta di nuove tecnologie e innovazioni scientifiche. Questo articola parla di persone, di una persona in particolare, un innovatore che è stato in grado di capire le potenzialità della stampa 3D e le ha applicate con successo al proprio lavoro. Questa è la storia dell’ingegnere Marco Avaro.

Marco è un ingegnere meccanico con una specializzazione in biomeccanica. Attualmente lavora in un laboratorio ortopedico di Pordenone, occupandosi del progetto e della realizzazione di protesi stampate in 3D. Incuriosita gli chiedo subito cosa lo ha spinto a seguire questo percorso.

Marco mi risponde che questa professione l’ha scoperta grazie a due professori universitari, che ha molto stimato durante la sua carriera universitaria: il professor Calderale e la professoressa Bignardi. Mi racconta di una lezione in particolare, durante la quale fu invitato a parlare un ragazzo disabile. Questo ragazzo mostrò agli studenti il proprio tutore, parlò della propria esperienza e di come questo oggetto fosse fondamentale per tornare ad essere una persona autonoma. Quel giorno Marco ha capito che cosa avrebbe voluto fare “da grande”.

Quindi Marco si laurea, inizia la libera professione e dopo una decina d’anni entra a far parte del team del “Laboratorio Ortopedico Del Bene” di Pordenone. Durante questi anni iniziano a diffondersi le stampanti 3D, Marco scopre la Delta Wasp 20 40 e decide di acquistarla con il suo studio.  

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Intuisce subito le potenzialità della stampa 3D, ma mi spiega che iniziare a lavorarci in campo biomedico non è assolutamente una passeggiata. Uno dei primi problemi da affrontare è capire cosa stampare e, una volta trovati i giusti materiali, bisogna capire quanto questi possono reggere strutturalmente. In particolare è necessario fare una serie di prove distruttive per misurare i limiti che il materiale può raggiungere. Questo è necessario perché l’obiettivo della protesi stampata da Marco è che deve semplificare la vita del paziente, non limitarne le possibilità. Le persone devono poterla utilizzare in sicurezza in ogni situazione, anche praticando sport come l’alpinismo.

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Le protesi poi, essendo dispositivi medicali, devono essere certificate e questa certificazione è garantita dal lavoro di ricerca e sviluppo dell’ ingegner Avaro; è lui che si assume la responsabilità del prodotto creato. A questo punto dell’intervista decido di tornare sul lato umano della vita di Marco e gli chiedo se ha un ricordo particolare di qualcuno che ha aiutato grazie al suo lavoro.

Dopo un attimo di pausa mi risponde che è molto difficile riuscire a scegliere una storia da raccontare perché ogni caso ti segna in maniera profonda e diversa. Tuttavia alla fine decide di parlarmi di Nicolas, perché rappresenta per lui un esempio importante di forza e coraggio. Nicolas ha perso una gamba a seguito di un incidente stradale, ma oggi lavora con lui al laboratorio e si occupa di lavorazioni meccaniche. Nicolas ha affrontato la sua situazione, ha superato le difficoltà del caso e oggi aiuta altre persone a fare lo stesso grazie al suo lavoro.

L’attività di Marco è certamente appagante, ma a tratti molto duro. Gli chiedo di parlarmi dei momenti difficili e mi spiega che:

“In alcuni casi, il rapporto con i pazienti non è semplice. Anche se con difficoltà, bisogna essere in grado di affrontare l’astio e il rancore con pazienza e comprensione. Anche il confronto con altre aziende del settore non è semplice da gestire. Grazie alla stampa 3D il campo dell’ortopedia sta mutando e non tutti sono disposti ad accettare di buon grado il cambiamento.”

Soprattutto mi ricorda che un prodotto stampato in 3D non è perfetto a priori: è molto importante che il lavoro sia svolto da professionisti preparati e qualificati. In questo settore non è possibile fare errori perché si ha nelle mani la vita delle persone e uno sbaglio potrebbe essere fatale. Questo rende il lavoro di Marco di grande responsabilità e particolarmente delicato. Tuttavia, come lui stesso afferma:

“Oggi, grazie alla stampa 3D, siamo di fronte ad una Nuova Rivoluzione Industriale. Grazie ad essa è possibile creare protesi su misura ad un costo molto basso e con un alto grado di tecnologia. Questo rende sicuramente le aziende ortopediche molto competitive sul mercato, ma è un vantaggio soprattutto per i pazienti che possono accedere a prodotti migliori ed economicamente vantaggiosi.”

Vorrei ringraziare l’ingegner Avaro per avermi dedicato un po’ del suo tempo, ma soprattutto ci tengo a ringraziarlo per il lavoro che svolge e la forza d’animo con cui affronta le (non poche) difficoltà che incontra ogni giorno.
Penso che tutti i precursori debbano affrontare delle grandi sfide durante il loro percorso e noi di OBM Initiative vogliamo sostenerlo dedicandogli questo articolo.

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Angela Ameruoso

Angela Ameruoso

Electronic Engineer student at the Politecnico of Bari. Tech passionate and of all science innovations at the service of society.
Angela Ameruoso
2016-10-24T00:15:00+00:00 April 6th, 2016|Italian, OBMinitiative|0 Comments

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